I volontari del canile

Regolamento volontari

Il presente regolamento è finalizzato a disciplinare l’attività dei volontari all’interno del canile i quali si impegnano a rispettarlo in ogni sua parte.

L’attività di volontariato viene svolta in modo personale, spontaneo e gratuito. Le prestazioni di volontariato non si configurano in nessun modo come rapporto remunerato o remunerabile. Il volontario è responsabile degli eventuali danni derivanti dal suo operato e, a tale scopo, firma una liberatoria contestualmente alla richiesta per l’ammissione al Canile.

La responsabilità della conduzione della struttura, della sicurezza e del governo degli animali ospiti spetta sempre e comunque al gestore del Canile.

L’attività di volontariato al Canile viene svolta in una struttura pubblica e quindi ogni volontario è tenuto ad avere comportamenti corretti con le persone che di volta in volta sono presenti al Canile. In tale ambito sono tenuti ad osservare le norme e regolamenti adottati in merito dalla Comunità Montana Valtellina di Sondrio per dipendenti e collaboratori. Il volontario si impegna inoltre, nel rispetto della legge sulla privacy, a non divulgare notizie inerente la gestione o gli affidatari dei cani ricoverati nella struttura.

Art. 1

Requisiti ed ammissione

Il volontario, iscritto o non iscritto ad una Associazione animalista, deve essere maggiorenne e si impegna a garantire una certa continuità nell’attività.

La persona interessata a prestare attività di volontariato presso il canile avrà un colloquio con il gestore. Opererà quindi con un volontario esperto fino a quando avrà acquisito padronanza ed autonomia di gestione valutata a cura del responsabile della struttura. Spetterà quindi al responsabile del canile valutare quali attività proporre ai singoli volontari in relazione alle competenze, capacità, motivazione e assiduità di presenza.

Art. 2

Ruolo e compiti del volontariato

Si premette che, negli orari di apertura al pubblico della struttura, qualunque visitatore - maggiorenne o minore accompagnato da un adulto - può movimentare i cani - previa sottoscrizione liberatoria - secondo le indicazioni degli operatori del canile. Il volontario ha invece il compito di contribuire a migliorare il benessere psicofisico dei cani ospiti della struttura coadiuvando il gestore nel realizzare le attività pianificate per il raggiungimento di tali obiettivi.

Ai volontari competono in particolare le seguenti attività:

- movimentare gli animali nel rispetto degli orari e delle modalità stabilite dal gestore;

- collaborare ai percorsi riabilitativi per i soggetti che presentano problemi comportamentali;

- partecipare alle attività di educazione volte a migliorare le competenze, le abilità e l’autocontrollo dei cani ed a favorirne l’adozione;

- affiancare il gestore, quando richiesto, nei colloqui con le persone interessate ad adottare un cane;

- segnalare le osservazioni relative al cane o i cani seguiti, sia di tipo fisico (zoppia, diarrea, affaticamento, ecc. che di comportamento (reazioni di paura verso determinati stimoli, aggressività, scarso autocontrollo, predatorietà, stereotipie, ansia, tentativi di fuga, affinità o incompatibilità con altri specifici cani, ecc.);

- compilare una scheda – agenda individuale del cane - con le osservazioni che si reputa opportuno segnalare e con una sintesi dell’attività o degli eventi significativi relativi al cane;

- fornire consulenze a chi adotta un cane da lui seguito nei percorsi di riabilitazione o di educazione.

Oltre alle citate attività il volontario si impegna a frequentare corsi di formazione teorica e pratica che verranno organizzati dal gestore o da altri soggetti individuati dall’Ente gestore.

La pianificazione delle attività previste per ogni cane ospite del canile viene decisa dal veterinario e dal gestore e verificata con incontri cadenzati secondo la necessità. A tali riunioni è opportuna la presenza del volontario che segue quello specifico cane.

Art. 3

Coordinamento dei volontari

E’ compito del Gestore del Canile coordinare i volontari. Se lo ritiene opportuno può delegare tale compito ad un volontario da lui stesso scelto anche raccogliendo le indicazioni dei volontari stessi. Per coordinamento dei volontari si intende:

- monitorare l’attività di volontariato;

- coordinare le attività dei volontari, con particolare attenzione ai compiti e ai tempi che ogni volontario si assume nel contesto delle esigenze globali di tutti gli animali ricoverati;

- collaborare nella organizzazione operativa di percorsi di riabilitazione o educativi degli animali ricoverati previsti dal veterinario e/o dal gestore;

- raccogliere le criticità segnalate dai volontari ed elaborare ed attuare le proposte progettuali considerate utili per superare eventuali criticità coinvolgendo nel caso l’Ente gestore.

Art. 4

Movimentazione

I cani, rigorosamente al guinzaglio, possono essere condotti sia all’esterno del canile, sia nei recinti presenti nella struttura, dove potranno essere lasciati liberi. E’ possibile liberare due o più cani nello stesso recinto per favorire l’interazione tra simili, ma è necessario consultare il gestore o il referente dei volontari qualora si volessero introdurre nel recinto due o più soggetti che non sono mai stati liberati insieme. I tempi per l’esercizio fisico devono essere quantificati in un minimo di 45 minuti al giorno nei recinti, sostituibili (o avvicendabili) con due passeggiate giornaliere di 30 minuti l’una. E’ necessario prestare molta attenzione a non stimolare competizione ed eventuali conflitti tra i cani attraverso l’utilizzo di giochi (treccia, pallina, pupazzi, ecc.), cibo o altre risorse.

Possono essere lasciati liberi nel recinti senza la supervisione del volontario soltanto i cani che nella scheda individuale prevedono tale possibilità ovvero che hanno mostrato, a seguito di un’attenta osservazione, di non dare segni di frustrazione e/o ansia come abbaiare ripetutamente, mordere la rete, cercare di fuggire.

E’ vietato l’utilizzo di collari a strozzo, così come è vietato l’utilizzo di tecniche coercitive basate sulla minaccia e/o sulla punizione fisica o psicologica.

Poiché il livello di stress della maggior parte dei soggetti si innalza nel momento in cui vengono condotti fuori dal rifugio, e anche i cani presenti nel rifugio mostrano evidenti segni di nervosismo, è opportuno che la movimentazione dei cani venga gestita con molta attenzione e seguendo le sottoindicate prescrizioni:

- evitare di passeggiare con il cane davanti ai box;

- evitare passeggiate di breve durata (minimo 30 minuti), eccettuate situazioni specifiche (cani che non reggono emotivamente una passeggiata così lunga e cani con problemi di salute temporanei o cronici segnalati nella scheda agenda del cane o con un apposito cartello appeso al box). I volontari devono rigorosamente attenersi alle indicazioni ufficializzate dal gestore o dal veterinario incaricato.

Il momento della passeggiata o di libertà nei recinti deve essere piacevole per il cane, è quindi opportuno evitare di condurre nei recinti adiacenti cani che mostrano segni di aggressività, paura, stress e che passano il tempo a provocarsi, abbaiare, ringhiare, correre nervosamente lungo le recinzioni.

Non è possibile condurre in passeggiata insieme due o più cani che mostrano segni di aggressività, insofferenza, stress o paura ed è assolutamente da evitare l’incontro di due o più soggetti al guinzaglio. In proposito bisogna ricordare che i cani legati non sono in grado di gestire al meglio l’interazione tra simili, poiché impossibilitati a presentare correttamente i segnali di comunicazione intraspecifica.

Art. 5

Utilizzo di cibo

I cani vengono regolarmente alimentati due volte al giorno con mangime secco e umido. I volontari non possono somministrare cibo ai cani per due ragioni di diversa natura:

- evitare problemi di salute legati ad un apporto di cibo scorretto (sovrappeso, diarrea, vomito, reazioni allergiche, ecc.)

- evitare che i cani si agitino e si eccitino quando le persone passano vicino al Canile.

Il canile è già di per sé un ambiente nel quale i cani sono sottoposti a stimoli molto intensi: stimoli olfattivi, visivi, uditivi che in molti casi comportano un livello di stress elevato. E’ quindi necessario evitare ogni comportamento e azione che possa incrementare tale livello di stress.

E’ possibile utilizzare il cibo come rinforzo primario (oltre al gioco e al rinforzo sociale) nell’ambito di attività di educazione o come strumento volto a implementare la relazione con i soggetti che stanno seguendo dei percorsi riabilitativi. In questi casi è necessario, almeno la prima volta, consultare l’operatore o il referente dei volontari per avere indicazioni circa il tipo di cibo che è possibile utilizzare (snack, biscottini per cani, wurstel di pollo o tacchino, carne…) e attenersi rigorosamente alle indicazioni ricevute.

E’ possibile che, a causa di sopravvenute patologie acute o croniche, un soggetto debba seguire una dieta rigorosa: in questi casi (contrassegnati da un apposito cartello appeso al box) è necessario chiedere ogni volta all’operatore o al referente dei volontari la possibilità di utilizzare il cibo con finalità educative.

E’ assolutamente vietato somministrare biscotti per umani, cioccolato, caramelle e altri cibi dannosi per la salute del cane.

Art. 6

Organizzazione dei volontari

Per ottimizzare la gestione dell’importante risorsa del volontariato e pianificare le attività si chiede a tutti i volontari di comunicare le proprie disponibilità.

A tal fine è predisposto un calendario sul quale ogni volontario è tenuto ad indicare, con cadenza almeno settimanale, i giorni in cui sarà presente nella struttura. Nel caso in cui il volontario si trovi nell’impossibilità di rispettare il proprio calendario è tenuto a darne pronta comunicazione al gestore il quale provvederà a modificare i programmi delle attività e/o a trovare eventuali sostituti.

Art. 7

Comunicazione tra i volontari, il referente e il gestore

Al fine di agevolare la comunicazione e per valorizzare l’importante ruolo dei volontari è predisposta una scheda – agenda individuale di ogni cane, gestita dai volontari. In essa verrà segnalata

- l’attività svolta;

- gli episodi specifici avvenuti durante la passeggiata, nei recinti di sgambamento o nei box (reazioni a particolari stimoli visivi, acustici..., reazione alla manipolazione, segnali di stress, ecc.);

- aspetti comportamentali;

- eventuali problemi fisici (zoppia, vomito, diarrea, lesioni, infestazioni da zecche o pulci, ecc.);

- sviluppi relativi ai percorsi riabilitativi od educativi;

- proposte, perplessità, dubbi relativi alla gestione del cane.

Tutti i volontari sono tenuti a consultare la scheda - agenda del cane prima di iniziare a svolgere la propria attività con lui e ad osservare le prescrizioni e gli avvisi posti all’esterno del box che lo ospita. Si considera infatti essenziale, ai fini del benessere dell’animale, che le informazioni relative ad un soggetto siano registrate e trasmesse come patrimonio comune di tutti i volontari e addetti del canile che interagiscono con tale ospite.

Art. 8

Mancato rispetto del regolamento

Il mancato rispetto del presente regolamento comporta la possibilità di esclusione dall’attività di volontariato, previo contraddittorio tra il responsabile del canile, il volontario ed un delegato della Comunità Montana Valtellina di Sondrio. Dati i vincoli e le responsabilità dei gestori nei confronti del benessere degli animali ricoverati e del rapporto con il pubblico un’eventuale decisione di esclusione dall’attività di volontariato non è sindacabile.